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Torino - 24/25 febbraio 2024

Che cos’è il Vermouth

Se non può essere definito tale senza la presenza di assenzio nelle varietà Pontico e Romano, un’erba che in tedesco viene comunemente denominata wermut, il vermouth è frutto di una lunghissima tradizione, quella del vino aromatizzato, risalente addirittura ai tempi dell’Antica Roma con i vini all’assenzio e consacrata nel 1786 a Torino, grazie ad Antonio Benedetto Carpano, colui che viene riconosciuto l’inventore del vermouth così come lo conosciamo oggi e che ne ha ampliato l’utilizzo oltre la medicina.

Dalla capitale sabauda, il vermouth ha imboccato poi le rotte commerciali francesi, e infine quelle europee e mondiali, dove tuttora registra importanti numeri.

La riscoperta dei classici nella miscelazione contemporanea l’ha riportato in auge nel momento dell’aperitivo, così come nel dopocena servito liscio o con ghiaccio, modalità che permette di apprezzare tutta l’aromaticità delle piante selvatiche e spezie utilizzate, come cannella, zedoaria, galanga, cascarilla e noce moscata, delle quali vengono utilizzati foglie, fiori, frutti, radici, scorze, legno e succo per aromatizzare il vino.

Ognuna delle cinque tipologie di vermouth – bianco, rosso, rosé, dry ed extra dry – ha una personalità gustativa ben definita e si distingue dalle altre per la presenza del colorante caramello, per il profilo aromatico e per il grado di dolcezza.